Il Sole al centro della matrice
Il Sole, arcano 19, al centro della matrice dei 22 arcani: che cosa dice della zona di equilibrio, i talenti, le ombre, l’amore e il lavoro, e come si calcola.
Una finestra spalancata al mattino, il calore che entra e riempie la stanza: quando l’arcano diciannove occupa il centro della matrice, la sorgente interiore ha questa qualità. Il Sole descrive un nucleo vitale e generoso, che si ricarica nella gioia condivisa e torna in sé quando può esprimersi alla luce del giorno, senza nascondere nulla.
Il numero centrale si ricava così: si addizionano il giorno di nascita, il mese, le cifre dell’anno sommate tra loro e il quarto punto, cioè il totale di quei tre; ciò che supera ventidue si riduce sommandone le cifre. Il risultato è il punto di raccolta dell’intera figura, la condizione verso cui l’energia tende quando tutto il resto vacilla.
In equilibrio il Sole irradia fiducia. La persona entra in una stanza e la scalda, trova le parole per incoraggiare, sa godere delle cose semplici con un entusiasmo contagioso. Ha una creatività spontanea e un rapporto naturale con il gioco, con i bambini, con gli animali. Nutrono questo centro la luce naturale, lo sport all’aperto, le feste, i risultati raggiunti insieme, la libertà di mostrarsi così come si è. In asse, la gioia non è un umore passeggero ma un modo di stare al mondo.
L’ombra del Sole nasce quando la luce cerca uno specchio. In eccesso compare la smania di occupare ogni palcoscenico, la difficoltà ad accettare critiche, un orgoglio che scotta chi sta vicino. In difetto la fiamma si abbassa: ottimismo di facciata che copre la stanchezza, la paura di deludere chi si aspetta sempre un sorriso, il disagio negli ambienti grigi dove nessuno riconosce i meriti. Anche la negazione dei problemi, pur di non spegnere l’allegria, appartiene a questo rovescio.
In amore il Sole cerca un rapporto trasparente e allegro, fatto di progetti, viaggi, risate e affetto mostrato apertamente. Più che di applausi ha bisogno di sguardi attenti, che è una cosa diversa. Il rischio è occupare tutto lo spazio della coppia, lasciando all’altra persona il ruolo di pubblico. Funziona alternare la luce: chiedere, ascoltare, festeggiare i successi altrui con la stessa intensità riservata ai propri.
Sul lavoro questo centro dà il meglio dove può ispirare: educazione, spettacolo, sport, comunicazione, direzione di gruppi, imprese che portano allegria o benessere. Gli ambienti cupi e le mansioni invisibili lo spengono in fretta, anche quando pagano bene. Con il denaro il Sole tende alla generosità e al piacere immediato: regali, uscite, spese per stare bene insieme. Mettere da parte una quota fissa prima di godersi il resto permette di continuare a scaldare senza ritrovarsi al freddo.
Nella vita di ogni giorno il Sole torna al centro con abitudini luminose. Uscire all’aperto almeno una volta al giorno, meglio se al mattino, muovere il corpo per piacere e non per dovere, coltivare un passatempo creativo senza pretese di perfezione. Tenere vicino persone capaci di ridere e lasciare andare gli ambienti che giudicano. E concedersi anche le giornate opache, senza obbligo di brillare: il calore vero non si spegne per un pomeriggio nuvoloso.
Nella diciannovesima carta del mazzo un bambino cavalca sotto un sole con il volto, oltre un muretto fiorito di girasoli. Nel centro della matrice quella scena diventa un promemoria: la luce più preziosa è quella che non teme di farsi vedere e che, proprio perché non nasconde niente, lascia agli altri lo spazio per brillare a loro volta.