Numerologia
Calcola il numero del destino, i numeri del nome e il tuo anno personale; scopri cosa significano i numeri angelici e le ore doppie. Gratis e senza registrazione.
La numerologia lavora su due dati che hai già: la tua data di nascita e il tuo nome. Dalla data nasce il numero del destino, che si ottiene sommando le cifre fino a ridurle a una sola — con l’eccezione dei numeri maestri, 11, 22 e 33, che non si riducono. Dal nome nascono tre numeri diversi, perché diverse sono le lettere che si contano: tutte, solo le vocali, solo le consonanti. Non serve l’ora di nascita e non serve il luogo: qui il cielo non entra, e i calcoli funzionano anche quando l’ora di nascita non si conosce. Il nome si scrive come sta sui documenti, accenti compresi.
Cos’è la numerologia pitagorica
Si chiama pitagorica perché si richiama a Pitagora e alla sua scuola, per cui il numero non misurava soltanto le cose ma ne diceva la qualità. Dei pitagorici però resta poco di scritto, e il sistema che si usa oggi ha preso forma molto più tardi, nei manuali del primo Novecento. Il nome è un omaggio più che una genealogia: conviene saperlo prima di cominciare.
Il cuore del metodo è una tabella semplice. Le ventisei lettere dell’alfabeto si dispongono in righe da nove, e ognuna prende il numero della sua colonna: A, J e S valgono uno, B, K e T valgono due, e così via fino a I e R, che valgono nove. Gli accenti cadono, la doppia S tedesca diventa due S, gli apostrofi non contano. La Y è l’unica lettera incerta: qui vale come vocale quando nella parola non ha vocali accanto, come in Lynn, e come consonante negli altri casi, come in Maya.
Il secondo gesto è la riduzione. Le cifre si sommano finché ne resta una sola: quarantasette diventa undici, e undici diventa due. Tre numeri però si fermano prima, perché la tradizione li legge come intensità e non come semplici somme: undici, ventidue e trentatré, i numeri maestri. Altri quattro, tredici, quattordici, sedici e diciannove, si notano quando compaiono lungo il cammino, perché la tradizione li chiama debiti karmici: indicano un tema che chiede più lavoro del solito.
Dalla data nasce il numero del destino, quello che altre scuole chiamano percorso di vita. Qui il giorno, il mese e l’anno si riducono ciascuno per conto proprio e solo dopo si sommano. Esiste anche il metodo che somma tutte le cifre insieme, e i due danno lo stesso risultato quasi sempre; quando divergono, la differenza riguarda proprio un numero maestro, che uno dei due metodi trova e l’altro perde. Per questo il calcolo mostra anche il secondo risultato, se è diverso.
Dal nome nascono tre numeri: tutte le lettere danno l’espressione, le sole vocali l’anima, le sole consonanti la personalità. Si usa il nome per intero, come compare sui documenti, e ogni parte del nome si riduce prima di sommarsi alle altre. Poi c’è il tempo: l’anno personale nasce dal compleanno sommato all’anno del calendario, e segna il passo di un ciclo di nove anni; l’anno universale è la somma dell’anno stesso ed è uguale per tutti.
Infine ci sono i numeri che non si calcolano ma si notano: le sequenze ripetute, come il quattrocentoquarantaquattro, e le ore allo specchio, come le undici e undici. La lettura usa la stessa riduzione e la stessa tabella dei significati, e per questo stanno nello stesso capitolo.
Nessuno di questi numeri decide qualcosa al posto di chi li legge. La numerologia offre un vocabolario: un modo di dare un nome a un periodo, a un’inclinazione, a una domanda che torna. Il valore di una lettura sta nelle domande che apre, non in una previsione.
Domande
Domande sulla numerologia
Che differenza c’è tra numerologia pitagorica e caldea?
La pitagorica assegna alle lettere i numeri da uno a nove seguendo l’ordine dell’alfabeto. La caldea usa i numeri da uno a otto, li assegna in base al suono delle lettere e lascia fuori il nove, considerato sacro. Le due tabelle danno risultati diversi per lo stesso nome; qui si usa la pitagorica, la più diffusa in Italia.
Serve l’ora di nascita per i calcoli numerologici?
No. Bastano la data di nascita e il nome. L’ora e il luogo servono all’astrologia, perché descrivono il cielo di un momento preciso; la numerologia lavora solo sulle cifre della data e sulle lettere del nome.
Quale nome conviene usare, quello di nascita o quello di oggi?
La tradizione parte dal nome completo registrato alla nascita, perché descrive la base. Il nome usato oggi, un cognome acquisito o un nome d’arte, si può calcolare a parte: dice come ci si presenta adesso. I due risultati non si escludono e si possono leggere insieme.
Perché il numero del destino cambia da un sito all’altro?
Perché i metodi sono due. Uno riduce giorno, mese e anno separatamente, l’altro somma tutte le cifre insieme. Di solito coincidono, ma non sempre, e la differenza riguarda i numeri maestri. Il calcolo di questo sito usa il primo metodo e mostra anche il secondo quando il risultato è diverso.
Da quando vale l’anno personale?
Qui l’anno personale cambia il primo gennaio, insieme all’anno del calendario. Alcune scuole lo fanno partire dal compleanno: in quel caso, tra gennaio e il giorno del compleanno, vale ancora il numero dell’anno precedente.